La fase Romana

Fase Romana

INCHIESTA ROMANA DELLA CAUSA

Nella prima sezione la Divinus perfectionis Magister indica la procedura da seguire nela fase diocesana o eparchiale rimandando alle Normae Servandae, nella seconda sezione invece la stessa inizia a trattare la fase romana specificando le varie competenze della Congregazione delle cause dei Santi e la sua struttura organica. La Divinus perfectionis Magister inoltre tratta degli organi collegiali della Congregazione che sono chiamati ad esprimersi in merito alla causa e lascia inoltre emergere la natura collegiale del Dicastero romano.

Nella terza sezione si rappresenta la procedura da seguire dopo che gli atti della Causa sono giunti alla Congregazione (ossia il Trasunto e la copia pubblica) ed si apre la fase romana, che a sua volta può essere suddivisa in altre due fasi ovvero quella di studio degli atti e quella di giudizio sul merito della causa.

Il portitore (nominato dal Vescovo o dal suo delegato) consegna gli atti del’Inchiesta chiusi e sigillati dal Vescovo o dal suo delegato con timbro e sigle in Congregazione per essere poi aperti presso l’ex cancelleria del Dicastero insieme allo strumento di chiusura e al plico delle lettere. Vengono a questo punto preparate 2 copie una per il Trasunto che rimane nell’Archivio della Congregazione e la Copia Pubblica che verrà consegnata al postulatore.

Subito dopo la consegna degli atti da parte del Portitore, il Postulatore deve presentare il suo mandato di procura al prefetto del Dicastero che deve rilasciare l’approvazione. Alla chiusura canonica dell’Inchiesta infatti ogni carica decade e per la fase romana bisogna come nel caso del postulatore rinominarne un altro che essendo comunque scelto dall’Attore può anche essere nuovamente lo stesso presentato nella fase diocesana o eparchiale. Il postulatore deve essere un esperto in teologia, diritto canonico e storia, deve presentare per la fase romana un suo curriculum vitae, una fotocopia dei titoli e degli studi effettuati e deve inoltre garantire di avere dimora a Roma. Fa eccezione a tutto ciò il Postulatore Generale che può nominare un Vice Postulatore per la fase diocesana o eparchiale e in questa situazione alla chiusura dell’Inchiesta questo non decade in quanto fa le veci del Postulatore Generale che a sua volta è scelto dal Superiore Generale dell’ente giuridico a norma del diritto proprio e approvato dal Congresso Ordinario del Dicastero e di conseguenza non ha bisogno dell’approvazione del Dicastero per qualsiasi causa di un SdD.

STUDIO DEGLI ATTI

La prima tappa dello studio della causa riguarda la dichiarazione della validità giuridica da parte della Congregazione dell’Inchiesta diocesana o eparchiale.  Il Sottosegretario del Dicastero ha il compito d verificare se nell’Inchieste eseguite dal Vescovo sono state rispettate tutte le disposizioni di legge e lo comunicherà nel Congresso ordinario. Sotto la direzione del Sotto segretario, un Officiale del Dicastero studia gli altri contenuti nella Copia Pubblica e prepara un voto scritto sulla validità giuridica dell’Inchiesta sottolineandone la consistenza dell’apparato probatorio e gli aspetti formali garantendo che sia stato rispettato il decreto di Urbano VIII sul non culto. Lo scopo finale della validità giuridica è infatti che il duplice iter dell’Inchiesta e cioè la raccolta delle prove documentali e testificali sia stato eseguito secondo le Normae Servandae.

Ottenuto il parere positivo di validità giuridica dal Congresso Ordinario il Dicastero pubblica il relativo Decreto.

A questo punto il Postulatore fa domanda di nomina del Relatore per la preparazione della Positio sulle virtù o sul martirio (positio super Martyrio o super virtutibus) del SdD. Il postulatore presenterà l’istanza per la nomina del relatore al Prefetto del Dicastero. Il Relatore sarà scelto dal Congresso come stabilisce la Divinus Perfectionis Magister. Questo dovrà avere una buona preparazione storica e teologica, egli studierà tutti gli atti della Causa e valuterà se sono sufficienti agli effetti della beatificazione. Se non li riterrà sufficienti lo comunicherà al Congresso Ordinario per stabilire un ulteriore percorso da seguire.

Oltre alla richiesta per il Relatore, il postulatore richiederà anche un collaboratore esterno alla Congregazione che sotto la direzione del relatore lavorerà nella preparazione della Positio.

 

STUDIO SUL MERITO DELLA CAUSA SUL MIRACOLO

Gli elementi strutturali della Positio sono:

  1. Presentazione della Positio da parte del Relatore
  2. Informatio (parte teologica dove viene provato che il SdD abbia esercitato tutte le virtù cristiane in modo eroico o subìto il martirio; prevede: un’introduzione sulla storia della causa, una biografia o cronologia, le prove documentali e testificali, le virtù, la fama di santità e dei segni e l’esposizione delle virtù in specie;
  3. Decreto di validità giuridica
  4. Summarium (riporta le prove documentali e testificali utilizzate nell’Informatio e aggiunge il Decreto di validità giuridica, la relazione della Commissione Storica, la Dichiarazione dell’osservanza del decreto di Urbano VIII.

Un Officiale ha il compito di controllare se tutte le prove documentali e testificali riprodotte nel Summarium siano corrispondenti a quelle della Copia Pubblica, verificato ciò il Dicastero pubblica il Visum. Quando sono stati effettuati gli eventuali cambiamenti del testo stampato, il Dicastero pubblica il Revisum che permette la pubblicazione definitiva del Summarium della Positio.

Gli elementi strutturali della Positio devono essere i medesimi per tutte le cause recenti, antiche, super virtutis, super martyrio del SdD.

Importante ed essenziale è il giudizio dei periti ex officio e quello della Consulta Medica riguardo ad una guarigione miracolosa. Prima di presentare il presunto miracolo alla Consulta medica, la Congregazione la presenta a due periti specializzati dell’Albo dei medici, nominati ex officio. Entrambi ma separatamente dovranno esprimersi a riguardo e se anche uno solo dei periti si esprime in modo affermativo sulla presenza di un eventuale inspiegabilità il caso sarà esposto alla intera Consulta Medica costituita da 7 membri. Se un voto è negativo il Postulatore può chiedere di nominare un terzo perito ex officio. Quasi tutti gli eventi prodigiosi sono di natura medica. I voti necessari sono 5 su 7, qualora uno fosse assente il voto di maggioranza deve essere 4 su 6.

La Consulta Medica è presieduta del presidente dell’Albo dei Medici, vi è inoltre un segretario anch’egli medico che però non vota ma verbalizza soltanto, redige dunque il Verbale con i pareri dei membri e la Relazione dove sono motivate diagnosi, terapia e modalità di guarigione. Alla Consulta vi partecipano i sette membri,il Sotto-Segretario, il Postulatore, il Segretario del Dicastero e il Promotore della fede. Se nella Relazione è espresso parere contrario, l’Attore può richiedere una ulteriore valutazione da parte di un’altra Consulta Medica e la Postulazione può richiedere se esistono nuovi elementi che il Congresso Ordinario della Congregazione autorizzi il riesame del caso. Se invece il parere della Consulta è favorevole viene stampata la Positio. Il lavoro e il giudizio della Consulta è molto delicato e di grande responsabilità ed è basato sull’approfondimento di tutta la documentazione presentata, su accertamenti clinico-strumentali al fine di sostenere l’inspiegabilità dell’evento guarigione e infatti molto spesso richiede più di una seduta. Quando invece viene interpretato un evento come la conseguenza di eventi naturali in quel caso la guarigione non è miracolosa.

Il fine essenziale di una causa di canonizzazione è il raggiungimento della verità sul martirio, le virtù eroiche o sul miracolo. In merito a ciò si pronunciano il Promotore della Fede, o Prelato Teologo della Congregazione e 8 Consultori Teologi riuniti in un Congresso Particolare o Peculiare. I consultori Teologi devono in loro piena libertà valutare le virtù eroiche, il martirio o il miracolo. Insieme al Promotore della fede devono analizzare se esistono delle controversie in ambito teologico prima che si passi il tutto al Congresso Peculiare.  Se i Consultori teologi necessitano di ulteriori approfondimenti sulla Positio, il Promotore della fede si rivolgerà al Postulatore o al Relatore della Positio al fine di far ottenere chiarimenti o supplementi di indagine per i Consultori teologi. Il Congresso viene convocato dopo gli eventuali chiarimenti.

Ottenuto il parere positivo dai consultori teologi si va alla sessione ordinaria dei Vescovi e Cardinali. Qui i vescovi e i cardinali (circa 20) riuniti esprimono il loro voto in merito alla Causa in piena libertà e coscienza in quanto consiglieri del Santo Padre nelle Cause dei Santi. Sono chiamati a giudicare come i Consultori Teologi il dubbio sulle virtù eroiche, sul martirio o sul miracolo ma in aggiunta anche sulla validità ecclesiale della causa e su tutto il suo iter fin dalla fase diocesana o eparchiale.  Un cardinale o un vescovo nominato precedentemente come Ponente (introduce il caso) ha il compito di preparare un voto scritto e riferirne alla sessione ordinaria e inoltre ha la facoltà di esprimere un dubbio riguardo alla causa che per lui non è stato risolto e per tale ragione richiedere un ulteriore valutazione di un esperto. Tutti gli altri membri esprimono poi il loro parere in proposito. Se il parere è affermativo la causa verrà riferita al Santo Padre per il giudizio definitivo.

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