Angela da Foligno dell’OFS è stata canonizzata

Anche a noi come ad Angela Gesù dice: «Non ti ho amato per scherzo»

Oggi, 4 gennaio 2013, la Solenne celebrazione Eucaristica presieduta da sua Em. Card. Angelo Amato è iniziata proprio dalla Chiesa di San Francesco alle 16.30, con i fedeli per ascoltare la lettura della Decretale di Canonizzazione che la Chiesa di Foligno attende da sette secoli.
Ad accogliere i tre cardinali presenti (oltre ad Amato, i Cardinali Ennio Antonelli e Giuseppe Betori), tutti i vescovi della conferenza episcopale umbra e tantissimi sacerdoti provenienti dall’Umbria e non, insieme ad una copiosa affluenza di popolo, è stato il Ministro Provinciale dei Frati Minori Conventuali Franco Buonamano, che ha manifestato la sua grande gioia per la partecipazione così numerosa.
Viene letta, poi, la lettera Decretale scritta il 9 Ottobre del 2013: “per la gloria di Dio, l’esaltazione della fede e l’incremento della vita cristiana, in forza della nostra autorità apostolica, decernimus che Angela da Foligno, dell’Ordine Francescano Secolare, è santa e che, come tale, va iscritta nel catalogo dei Santi e va piamente onorata e invocata tra i Santi della Chiesa universale”.
Squilli di trombe altisonanti suonano a festa dopo la lettura del decreto di Papa Francesco, accompagnato da un applauso. Si forma poi un corteo che dalla Chiesa, ormai divenuta Santuario di Santa Angela da Foligno, si fa strada verso la Cattedrale e, cantando le litanie dei santi, attraversa Largo Carducci, ricolmo di luminarie per le festività natalizie.
Il popolo riempie completamente la cattedrale mentre il presidente e i concelebranti si sistemano in presbiterio.
Dopo la liturgia della Parola, Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, tiene l’omelia. “È commovente celebrare la gloria di Sant’Angela. Se in questo periodo la Madonna di Foligno in mostra a Milano, manifesta l’amore del popolo folignate perla Vergine, Sant’Angela acquista però un valore tutto particolare. Nella leggenda 3 Compagni si racconta che le ragazze che abitavano la “terra dei Fioretti” fuggivano alla vista di Francesco, per la paura di essere contagiate dal suo fervore evangelico. Ad Angela questa fuga non riuscì. In Angela la Sapienza pose la sua tenda (prima lettura); ella ebbe la gioia di gustare la sublimità della conoscenza di Cristo Gesù (seconda lettura). A lei si applica la stessa lode che Gesù fa al Padre nel Vangelo di Matteo (11, 25)”.
Il Cardinale si sofferma poi su alcuni interrogativi: “perché un ritardo di 7 secoli nella canonizzazione? Eppure molti vescovi, santi, molti papi hanno stimato la sua figura.” Risponde, poi, alle critiche sulla veridicità della sua santità: “Uno studioso si è chiesto: si vuole canonizzare lei o il Libro? Ma ci sono testimoni dell’indiscussa santità di Angela (il corpus dei testi nella Biblioteca del Sacro Convento, i resti mortali, la recente scoperta della lettera al discepolo, la testimonianza di Ubertino da Casale e il suo Albor vitae); si canonizza quindi una donna concreta che ha una storia documentata”.
Il Cardinale si sofferma poi sulla vita di Angela: “L’aspetto più rilevante è la sua conversione, il suo radicale ritorno a Dio. Da una vita mondana al cambiamento dopo la confessione generale. Ma alla conversione seguì una spogliazione: la perdita degli affetti più cari e la spogliazione personale dei beni. Così come l’argilla, Angela viene plasmata dalla Spirito Santo per diventare Tempio della sua presenza. Sente l’amore di Dio nella sua vita e come Dio avvolga tutto l’universo”.
Amato parla anche della carità di Angela “Vedere Dio era anche vivere la carità con i fratelli poveri, ammalati, ma soprattutto i lebbrosi. Angela con la sua compagna andava a trovare queste persone umiliate e scorgeva in loro l’icona del Cristo dolente, tanto da bere l’acqua dei lebbrosi. Baciare il lebbroso è per lei baciare Cristo. Ma per noi oggi tutto questo come ci interroga?”.
Amato cita, infine, alcuni papi “Giovanni Paolo II diceva: tu Angela sei diventata esempio di virtù evangeliche, guida sicura nella perfeziona. La vita di Angela comincia con una esistenza mondana ma l’incontro con Dio attravaerso Francesco la cambia. Benedetto XVI ci dice: “E così parla a noi santa Angela. Oggi siamo tutti in pericolo di vivere come se Dio non esistesse: sembra così lontano dalla vita odierna. Ma Dio ha mille modi, per ciascuno il suo, di farsi presente nell’anima, di mostrare che esiste e mi conosce e mi ama”. E anche a noi come ad Angela che medita la passione, Gesù dice: «Non ti ho amato per scherzo»”.
Alla fine della celebrazione Mons. Sigismondi, vescovo di Foligno ha ringraziato nella persona del Cardinale, tutti i presenti e ha benedetto l’opera di Dio: “Tutto dispone il Signore con dolcezza: ha disposto che Angela divenisse santa da un Papa di nome Francesco, conosciuta da Benedetto, visitata da Giovanni Paolo II che sarà canonizzato quest’anno. Angela ci ricorda che la conversione è il primo passo della sequela e che il dolore è garanzia dell’amore. Il tempo dedicato a Dio e uno spazio dedicato ai fratelli. A Dio solo va l’applauso della nostra lode”. Alla fine di queste parole sono suonate le trombe ed è scoppiato un applauso generale dei presenti, mentre il coro concludeva con un inno dedicato alla santa di Foligno.

LEGGI per intero la “Lettera Decretale di Papa FRANCESCO“.

(fonte assiofm)

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